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Temporin2015 

Come ci si libera dall'abitudine polverosa, dal quotidiano asfissiante, dal giornaliero ingombrante, da tutto l'infra-ordinario di cui parlava George Perec? Il nostro protagonista lo fa attraverso le fughe creative: la recitazione, le bizzarre meditazioni, i party a base di tonno, le amanti imbarazzanti, e finendo inevitabilmente col preferire la sua singolare occupazione, immergersi dentro un "cestone", luogo che per lui rappresenta un vero e proprio rifugio antiatomico contro l’uggia e la normalità. Il personaggio, per tutto questo, si inventa una nuova concezione del tempo, il "temporin", un tempo che esclude ogni azione abitudinaria, ben conoscendo il principio secondo cui "più si vive nella ripetizione più si estremizzano le ossessioni". Temporin è dramma surreale, è teatro dell'assurdo, è teatro in divenire che cambierà nome e monologhi ogni qual volta sarà rappresentato.

con Pietro Temporin

piano Max Di Landro

oboe Emanuele Rovetti

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